Quarant’anni passati a misurare il cielo, giorno dopo giorno, annotando temperature, precipitazioni, pressione atmosferica, venti e condizioni del tempo. In un’epoca nella quale la meteorologia scientifica era ancora agli inizi, Girolamo Venerio comprese che osservare e misurare l’atmosfera poteva diventare uno strumento concreto per conoscere il territorio, migliorare l’agricoltura e affrontare con maggiore consapevolezza i fenomeni naturali. Una lezione che, nell’estate 2026 segnata da temperature eccezionali e dalla crescente pressione sulle risorse idriche, torna ad avere una particolare attualità.
È questo il filo conduttore di “Meteorologia e clima tra ieri e oggi”, l’incontro in programma domenica 30 agosto, dalle 10 alle 12, nella sala convegni della Fondazione Friuli, in via Gemona 1 a Udine. Un appuntamento organizzato dalla Pro Loco Città di Udine per riportare all’attenzione una delle figure più importanti della storia scientifica friulana. A parlarne saranno Luca Mercalli, presidente della Società Meteorologica Italiana, e Alex Cittadella, docente di Lettere e autore del volume “Girolamo Venerio. Agronomia e meteorologia in Friuli tra Settecento e Ottocento”. La mattinata sarà presentata dalla dottoressa Daniela Gnesutta.
Mercalli è uno dei più noti divulgatori italiani sui temi della meteorologia, della climatologia e del cambiamento climatico. Direttore della rivista “Nimbus”, ha dedicato gran parte della propria attività allo studio del clima, delle serie storiche meteorologiche e delle trasformazioni in atto, portando questi temi anche al grande pubblico attraverso televisione, giornali e conferenze.
Cittadella, invece, ha studiato a lungo la storia della scienza in Friuli, ricostruendo attraverso documenti, archivi e fonti storiche la figura di Venerio, punto di incontro tra meteorologia, agronomia e innovazione. I suoi dati non erano fini a se stessi, ma venivano utilizzati per comprendere le coltivazioni, le stagioni e le condizioni più favorevoli all’attività agricola. Le sue osservazioni, pubblicate postume, costituiscono ancora oggi una delle più importanti serie storiche disponibili per conoscere l’andamento atmosferico del Friuli dell’epoca. La memoria di Venerio, nato a Udine nel 1777 e morto nel 1843, è ancora oggi presente nel cuore del capoluogo friulano, dove una piazza del centro storico è a lui dedicata.
“Riscoprire Venerio significa ricordare che anche il Friuli ha avuto protagonisti capaci di guardare molto lontano”, commenta Marco Zoratti, presidente della Pro Loco Città di Udine. “Le sue osservazioni ci raccontano il valore della conoscenza, del metodo e della costanza. Oggi, davanti a un’estate così estrema, comprendere come si è osservato il clima nel passato ci aiuta anche a capire meglio il presente e le trasformazioni che stiamo vivendo”.
Proprio l’attualità rende particolarmente significativo l’incontro. Le temperature estreme di questa estate, la persistenza del caldo e la situazione delle risorse idriche stanno riportando meteorologia e clima al centro dell’attenzione pubblica. Confrontare le osservazioni di Venerio con le conoscenze scientifiche contemporanee significa guardare al passato per comprendere quanto siano importanti le serie storiche, la raccolta dei dati e l’osservazione sistematica dei fenomeni atmosferici.
L’iniziativa è organizzata dalla Pro Loco Città di Udine, con il patrocinio del Comune di Udine e del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia. L’evento è sostenuto da PrimaCassa Credito Cooperativo FVG, Danieli/Spazio Villalta e Distillerie Nonino.