Tredici incontri in altrettanti comuni del territorio pordenonese, con grandi nomi della letteratura e saggistica nazionale: ilfestival finisce, la stagione dei libri continua e si mette in viaggio. Dal 26 ottobre al 30 novembre torna pordenonelegge Fuoricittà_Autunno, la stagione letteraria diffusa sul territorio, un mese nel quale romanzi, saggi, gialli, memoria, attualità e nuove uscite editoriali diventano altrettante occasioni di incontro e conversazione. Un progetto organizzato da Fondazione Pordenonelegge.it, in stretta sinergia con ciascuna delle Amministrazioni comunali coinvolte, concepito perché l’incontro con gli autori resti un’esperienza accessibile: la partecipazione agli appuntamenti è sempre libera e gratuita, con prenotazione consigliata (info e dettagli pordenonelegge.it). Tredici incontri, dunque, progettati dal direttore artistico di pordenonelegge Gian Mario Villalta con i curatori Alberto Garlini e Valentina Gasparet. E tredici modi diversi di entrare nel presente attraverso un libro. È la geografia di Fuoricittà: un calendario che sceglie di muoversi, mettendo in relazione autori, lettori e comunità. Azzano Decimo, Brugnera, Casarsa della Delizia, Cordenons, Maniago, Morsano al Tagliamento, Porcia, Prata di Pordenone, Sacile, San Quirino, San Vito al Tagliamento, Sesto al Reghena e Spilimbergo diventano così le tappe di una stessa stagione letteraria, una stagione che trova proprio nella dimensione diffusa la sua cifra: perché pordenonelegge, concluse le cinque giornate del festival, continua a incontrare i suoi lettori, città dopo città. Il programma 2026 attraversa generi e registri differenti e intercetta questioni che segnano il presente: ci sono le parole e il loro peso politico e sociale, la manipolazione digitale e le nuove guerre della disinformazione; la memoria del terremoto del Friuli cinquant’anni dopo e il rapporto con la natura; il lavoro, il denaro e la precarietà delle nuove generazioni; l’amore, il lutto e la possibilità di ricominciare. E naturalmente c’è il piacere del racconto: il giallo classico e quello contemporaneo, l’indagine, il romance, l’ironia, le storie che entrano nelle pieghe delle relazioni e quelle che interrogano il nostro equilibrio interiore.

Ad inaugurare Fuoricittà_Autunno sarà, lunedì 26 ottobre a Casarsa della Delizia (ore 20.30, Sala Consiliare), la linguista Vera Gheno, in dialogo con la giornalista Paola Dalle Molle. Al centro dell’incontro una novità editoriale di stretta attualità, Genere (Laterza, 2026): un viaggio nella storia di una parola che, da categoria grammaticale, è diventata uno dei concetti sociopolitici più discussi del nostro tempo. Attraverso dizionari, trattati scientifici, documenti vaticani e dichiarazioni politiche, Gheno ricostruisce il percorso che ha trasformato il termine in un terreno di conflitto pubblico, mostrando quanto le parole possano raccontare – e orientare – la percezione della realtà. Giovedì 29 ottobre ad Azzano Decimo (ore 20.30, Casa dello Studente, Sala Rita Levi Montalcini), arriva l’editorialista Gianni Riotta, per una conversazione condotta dal condirettore del quotidiano Messaggero Veneto, Paolo Mosanghini. Generose anime di eroi titola il romanzo di Riotta (Mondadori, 2026), un progetto narrativo che tocca molti nervi scoperti dell’attualità internazionale: hacker russi, intelligence, fake video, intelligenza artificiale, guerra e manipolazione della rete. Da New York alle trincee dell’Ucraina, Riotta usa l’incedere del romanzo per mettere a fuoco una domanda molto contemporanea: che cosa accade quando diventa sempre più difficile distinguere la realtà dalla sua contraffazione? La memoria del territorio torna in primo piano martedì 3 novembre a Morsano al Tagliamento (ore 20.45, Sala del Tabar) con lo scrittore e Presidente di Mittelfest Toni Capuozzo, in dialogo con il giornalista Marco Agrusti: Una piccola guerra. Il 6 maggio del Friuli (Edizioni Biblioteca dell’Immagine, 2026) riporta Capuozzo agli articoli scritti cinquant’anni fa, nei giorni e nei mesi del terremoto, fra la protesta delle tendopoli e la ricostruzione. Non una rilettura a posteriori, dunque, ma parole nate dentro quella frattura: il 6 maggio come spartiacque di una generazione, momento nel quale tutto cambiò e fu necessario decidere cosa salvare e da dove ricominciare. Giovedì 5 novembre a Brugnera, alle 20.45 al Canevon del Parco di Villa Varda, il testimone passerà allo “scrittore di montagna” Francesco Vidotto: con l’autrice e giornalista Odette Copat sfoglierà L’abete e la betulla. Storia di amore e di alberi (Bompiani, 2025), una storia che sembra una fiaba e incontra invece gli studi sull’intelligenza vegetale e sul “Wood Wide Web”, la rete sotterranea attraverso la quale le piante comunicano. Così, il rapporto fra un abete e una betulla diventa un modo per parlare di memoria, tempo, natura, relazioni e del significato stesso del “fare foresta”.

Si prosegue venerdì 6 novembre a Sesto al Reghena, alle 20.45 all’Auditorium Burovich, dove il giovane autore e “filosofo non praticante” Alberto Ravasio, in dialogo con la giornalista e autrice Anna Vallerugo, presenterà Il grande mantenuto (Quodlibet, 2026), una storia di vocazione e fallimenti che diventa anche il ritratto di una generazione di trentenni precari e, insieme, il diario delle diseguaglianze economiche per l’accesso alla cultura. Al centro del romanzo un giovane laureato che vuole diventare scrittore, ma per riuscire a scrivere deve farsi mantenere, scivolando dalle periferie al sottobosco editoriale, all’alta borghesia. Fra le novità più fresche della stagione c’è Falling (Magazzini Salani, 2026), il nuovo romanzo di Valentina Ferraro, arrivato in libreria il 6 ottobre: a Prata di Pordenone l’autrice converserà sabato 7 novembre con Federica Pivetta (ore 17, Teatro Pileo), proiettandoci a SoHo, New York, dove Devy vive nascosta in un monolocale per sottrarsi a una notorietà che non ha mai voluto. Finché un gatto invadente e il suo vicino Wes cominciano a scardinare le sue difese: fra messaggi anonimi, partite a scacchi e incontri inattesi, Falling racconta la paura di affidarsi agli altri e il rischio necessario di lasciarli entrare nella propria vita.

I colori del giallo entrano in scena venerdì 13 novembre a Porcia (ore 20.45, Villa Correr Dolfin, Salone della Barchessa Est) con lo scrittore cagliaritano Piergiorgio Pulixi, presentato da Francesca Violi. Il fattore gatto (Marsilio, 2026) porta il libraio Marzio Montecristo, i suoi gatti Marple e Poirot e gli “investigatori del martedì” sull’isola di Serpentara, trasformata nello scenario di un matrimonio esclusivo. Ma fra lusso, famiglie miliardarie, rivalità, segreti e ricatti arriva un omicidio: un meccanismo da camera chiusa, con il mare a impedire la fuga e un esplicito sapore da Dieci piccoli indiani.

Martedì 17 novembre Fuoricittà raddoppia. A Cordenons (or 20.45, Sala Consiliare Domenico De Benedet) troveremo la scrittrice Alice Basso, in dialogo con la giornalista e autrice Elena Commessatti, per sfogliare Le ottanta domande di Atena Ferraris (Garzanti, 2026). Atena sa trovare soluzioni logiche agli enigmi degli altri, ma scopre che decifrare sé stessi è molto più difficile: una lettera minatoria e un caso di mobbing diventano il punto di partenza per la nuova indagine e, insieme, di nuove domande sulla propria identità. Nella stessa serata, al Ridotto del Teatro Verdi di Maniago (ore 20.45), lo scrittore Matteo Bussola dialoga con Michela Fregona intorno al nuovo libro Il sole nelle pozzanghere (Einaudi, 2026): in una piccola bottega di rigattiere gli oggetti usati custodiscono le tracce delle vite che hanno attraversato, e cucine, orologi, cartelle, chitarre e orecchini diventano depositi di memoria, amori, perdite e possibilità di ricominciare.

Un’altra trama gialla, questa volta attraversata dal rapporto fra generazioni, segreti e doppie vite digitali, arriva giovedì 19 novembre a Spilimbergo (ore 20.45, Auditorium Olinto Contardo), protagonista lo scrittore Tullio Avoledo che, in dialogo con l’autore e curatore di pordenonelegge Alberto Garlini, racconterà l’Ultimo valzer di una ragazza perbene (Neri Pozza, 2026). L’avvocato Vittorio Contrada viene richiamato dal proprio passato da una vecchia compagna di liceo e dalla minaccia che incombe sulla figlia di lei. Ma ciò che appare non coincide necessariamente con ciò che accade dietro gli schermi: Avoledo intreccia con maestria indagine, memoria, ipocrisie adulte e identità digitali.

Ancora un doppio appuntamento martedì 24 novembre. Alle 18.30, al Centro dei Magredi Livio Poldini di San Quirino, il regista e drammaturgo Emanuele Aldrovandi, in dialogo con la saggista Antonella Silvestrini, propone Il nostro grande niente (Einaudi, 2024), un romanzo che parte da una domanda radicale: si può amare qualcuno accettando di non essere insostituibili? Un uomo morto alla vigilia delle nozze osserva la donna che amava attraversare il lutto e tornare progressivamente alla vita, mentre ripercorre la loro storia e si misura con il confine fra amore e possesso. E sempre martedì 24 novembre, alle 20.45, nel Salone delle Feste di Palazzo Ragazzoni a Sacile, sarà invece la scrittrice bestseller Alessia Gazzola, presentata dalla giornalista e autrice Fabiana Dallavalle, a rimettere in moto l’indagine con Miss Bee & l’inganno in prima classe (Longanesi, 2026). Beatrice Bernabò attraversa la Manica diretta a Parigi, ma un delitto avvenuto su un altro treno partito da Londra trasforma il viaggio in un enigma. E mentre cerca il colpevole, Miss Bee deve affrontare anche i misteri che capita di portare con sé …

A chiudere il viaggio di Fuoricittà_Autunno 2026 sarà, lunedì 30 novembre a San Vito al Tagliamento (ore 20.45, Auditorium Zotti), il neuropsichiatra Antonino Tamburello, in dialogo con la curatrice di pordenonelegge Valentina Gasparet. Il saggio Difendi la tua felicità (Mondadori, 2026) sposta lo sguardo sull’equilibrio interiore e sulle fragilità che attraversano la vita contemporanea: paura, inquietudine, pensieri ossessivi, perdita di orientamento. Dalla riflessione deriva una domanda semplice solo in apparenza – «io, chi sono?» – intorno alla quale Tamburello costruisce un percorso alla ricerca del proprio centro e della possibilità di ritrovare libertà e serenità.