In Friuli Venezia Giulia il mese di gennaio si apre con una tradizione antica, suggestiva e profondamente identitaria: i Pignarûl. Grandi falò accesi nella notte dell’Epifania, tra il 5 e il 6 gennaio, che illuminano campagne, colline e paesi, rinnovando un rito che affonda le radici nella cultura contadina e nel rapporto ancestrale con la terra e il ciclo delle stagioni.

Origini di un rito antico

Il Pignarûl nasce come rito propiziatorio legato al mondo agricolo. Il fuoco, elemento centrale, aveva il compito di “bruciare” l’anno vecchio e purificare quello nuovo, augurando raccolti abbondanti e prosperità. I contadini osservavano attentamente il fumo del falò:

Un vero e proprio linguaggio simbolico, tramandato di generazione in generazione.

Il Pignarûl oggi

Oggi i Pignarûl sono diventati eventi comunitari, momenti di incontro che uniscono tradizione e convivialità. In moltissimi comuni friulani – dalla pianura alle zone collinari e montane – associazioni, Pro Loco e gruppi di volontari preparano per settimane cataste di legna, sterpaglie e ramaglie, spesso sormontate da una “vecia”, un fantoccio che rappresenta l’anno passato.

Attorno al fuoco si ritrova la comunità: famiglie, bambini, anziani. Si beve vin brulè, si gustano dolci tipici, pinza e prodotti del territorio, mentre il crepitio delle fiamme diventa colonna sonora di racconti, canti e auguri.

Un patrimonio culturale vivo

Il Pignarûl non è solo folklore, ma un patrimonio culturale immateriale che continua a evolversi. In alcuni paesi il rito assume forme spettacolari, in altri resta più intimo e raccolto, ma ovunque conserva lo stesso significato: stare insieme, riconoscersi come comunità e guardare al futuro con speranza.

In un’epoca dominata dalla velocità e dal digitale, il Pignarûl rappresenta un raro momento di connessione autentica, in cui il fuoco diventa simbolo di memoria, identità e continuità.

Il fuoco che unisce passato e futuro

Partecipare a un Pignarûl significa entrare in contatto con l’anima più profonda del Friuli Venezia Giulia. È un rito che parla di lavoro nei campi, di stagioni che cambiano, di uomini e donne che, ieri come oggi, trovano nel fuoco un segno di rinascita.

Quando le fiamme si alzano nel cielo invernale e il fumo prende la sua direzione, il messaggio è sempre lo stesso: l’anno nuovo può cominciare, insieme.