Un altro anno da ricordare per Medioevo a Valvasone. La 34ª edizione della rievocazione storica si è chiusa con oltre 35 mila visitatori nelle quattro giornate dal 3 al 6 settembre, confermando la crescita di una manifestazione ormai tra gli appuntamenti più partecipati del Friuli Venezia Giulia.
L’edizione 2026 ha portato nel borgo circa mille figuranti e oltre 150 appuntamenti tra spettacoli, teatro, combattimenti, musica, antichi mestieri, giochi e animazioni.
Il filo conduttore “Orcolat – Il risveglio della Terra” ha intrecciato il terremoto del 1348, il mito friulano del gigante che dorme sotto la terra e il ricordo del sisma del 1976, nel cinquantesimo anniversario della tragedia. Un tema affrontato soprattutto attraverso il racconto della rinascita e della capacità delle comunità di reagire e ricostruire.
Tra gli appuntamenti più suggestivi, Fulgor Noctis ha aperto la manifestazione con il grande corteggio del fuoco, mentre il nuovo Teatro dei Misteri, realizzato con il contributo di Fondazione Friuli, ha portato in Piazza Castello “Orcolat – Il risveglio della Terra”. Grande partecipazione anche per la Cena Medievale, andata esaurita in appena cinque giorni, per la Giostra Medievale e per le battaglie e l’assedio del borgo.
L’edizione 2026 ha introdotto anche numerose novità, dal Processo al Porco a Trova il Conte, dall’Officina Sartoria alla Parata della Festa dell’Asino e al ritorno dei trampolieri con gli Stramps Errans. Rinnovata inoltre l’area degli accampamenti e degli armati, con uno spazio più ampio dedicato alla giostra equestre e alle esibizioni.
La domenica ha visto anche il debutto del Treno storico “Città del Medioevo”, partito da Trieste e collegato al borgo da Casarsa, che ha registrato il tutto esaurito.
«Chiudiamo questa edizione con una soddisfazione enorme, ma il risultato più bello resta vedere tre generazioni lavorare insieme con lo stesso entusiasmo – commenta Sandra Bono, presidente del Grup Artistic Furlan –. Medioevo a Valvasone cresce perché ogni anno si aggiungono nuove persone, nuove energie e nuove idee. Anche il tema dell’Orcolat ci ha permesso di raccontare non soltanto una tragedia, ma soprattutto la capacità di rialzarsi e ricostruire insieme. Il grazie più grande va ancora una volta a tutti i volontari che rendono possibile questa festa».
Grandi segnali di apprezzamento sono giunti anche dagli ospiti della manifestazione: i gruppi di artisti hanno fatto sapere che non sono molte, in Italia, le rievocazioni così ben curate e strutturate. Anche due dei massimi esperti italiani del Medioevo, i professori Franco Franceschi e Tommaso Di Carpegna Falconieri, hanno constatato che l’evento è unico “per la qualità delle strutture e scenografie, per la trasformazione di un intero borgo in un teatro e cielo aperto e per la presenza di artisti e figuranti di elevato valore”.
Medioevo a Valvasone chiude così un’altra edizione in crescita, confermando una formula capace di unire spettacolo, storia e partecipazione e dando già appuntamento al 2027.