Si chiude con numeri positivi e un bilancio al di sopra delle aspettative la quarta edizione di Saporibus Friuli Venezia Giulia, il progetto di mobilità sostenibile ed enogastronomia organizzato dal Consorzio Pro Loco Torre Natisone UNPLI APS. Tra mare e montagna, il tour estivo del 2026 ha saputo intercettare la domanda di turismo slow ed esperienziale, collezionando oltre 200 presenze complessive e attirando partecipanti arrivati persino dalla Nuova Zelanda.
Un successo costruito sulla sinergia del territorio: il progetto ha visto la collaborazione di quattro Pro Loco (due del Consorzio e due regionali), degli uffici di PromoTurismo FVG, della Regione Friuli Venezia Giulia e il sostegno di Banca 360 FVG.
“Saporibus ha dimostrato che c’è un desiderio fortissimo di scoprire il Friuli Venezia Giulia attraverso un turismo lento, comodo ed esperienziale – sottolinea la presidente del Consorzio Giovanna Rossetto –. La risposta del pubblico, che ha riempito ogni singolo posto a sedere nei nostri bus, e l’integrazione tra cultura, accoglienza delle Pro Loco e prodotti a chilometro zero confermano il valore di questa formula. Un sentito ringraziamento va alla Regione FVG, a Banca 360 FVG, al Consiglio Direttivo del Consorzio, a tutte le Pro Loco, a Corriera Sandra con tutti i suoi autisti, alle guide e ai volontari che hanno fatto squadra anche di fronte alle difficoltà logistiche, e a tutti coloro che hanno creduto in questo progetto”.
Il viaggio si è articolato in quattro tappe: Muggia a maggio, Caneva e Polcenigo a giugno, Val Resia e Illegio ad agosto, per concludersi ad Attimis e dintorni a settembre. Un percorso cucito fuori dai circuiti turistici di massa, capace di abbinare gioielli d’arte e musei identitari: dalle radici giuliane del Museo della Cantieristica (MU.CA) di Monfalcone all’antica civiltà contadina del Museo dell’Arrotino a Stolvizza di Resia, fino ai reperti del Museo Archeologico Medievale di Attimis.
Particolarmente emozionante la tappa di Subit con la mostra fotografica “59 Secondi”, allestita per il cinquantesimo anniversario del terremoto del 1976. L’itinerario artistico ha toccato poi i tesori del Rinascimento e del Medioevo: le chiese di Muggia, Palazzo Ragazzoni a Sacile, il borgo di Polcenigo, l’esposizione internazionale “Il Dialogo – Un appello alla pace” a Illegio e la chiesa di Racchiuso, con la cappella affrescata dal Thanner nel Cinquecento e il campanile che conserva un’iscrizione in antico friulano del 1448. Non sono mancate le tappe naturalistiche nel «cuore blu» della regione, tra le escursioni in barca elettrica alle sorgenti del Livenza e lo specchio cristallino del Gorgazzo.
“Particolarmente toccante è stata la tappa al Monastero di clausura Santa Maria degli Angeli delle Clarisse Sacramentine a Borgo di Faris ad Attimis – aggiunge la presidente Rossetto –. L’incontro con due sorelle dell’ordine ha regalato momenti di profonda riflessione e pace interiore, rimasti impressi nei cuori dei viaggiatori”.
Il tour ha dato prova anche di grande flessibilità organizzativa e solidarietà di rete. In occasione dell’uscita di settembre, causa la chiusura improvvisa della strada per Prossenicco, le Pro Loco di Prossenicco e Subit hanno fatto squadra insieme al bar Al Tiglio e all’Antica Osteria del Centro: l’accoglienza e il pranzo tipico sono stati riorganizzati in tempi record negli spazi dell’ex scuola elementare di Subit.
Saporibus si è confermato anche come vetrina per l’economia reale e l’artigianato di tradizione. I viaggiatori hanno potuto visitare realtà storiche come lo Spugnificio Rosenfeld di Trieste (attivo dal 1896) e la tessitura Carnica Arte Tessile di Villa Santina, eccellenza fondata nel 1964 e rinata dopo il grave incendio del 2020.
Sul fronte agroalimentare, il percorso ha fatto tappa allo storico Frantoio Parovel (attivo dal 1898), al Consorzio del FigoMoro di Caneva, all’azienda “Le Erbe di Lina” in Val Resia — rivitalizzata dalla giovane Cecilia, rientrata dalla Francia per raccogliere l’eredità della nonna — e all’azienda agricola biologica Martinuzzi di Attimis, nota per la coltivazione dello zafferano, il miele e le patate viola. Ricca anche la parentesi gastronomica, tra i dolci della tradizione triestina (Presnitz e Carsolina della Pasticceria Ulcigrai), il pesce di Muggia, le salse all’aglio di Resia e la salsiccia ticjouo mocenje, ricetta tradizionale delle Valli del Torre.